Cerca nelle oltre 18.000 voci enciclopediche e biografiche relative alle Scienze psicologiche curate da Luciano Mecacci. Ogni voce ha un'ampia e rigorosa spiegazione, la traduzione inglese e, dove presenti, illustrazioni grafiche specialistiche, liberamente consultabili. Uno strumento indispensabile di fronte alla crescente complessità e varietà della ricerca e della professione nel campo delle scienze psicologiche. L’ampia terminologia ricercabile liberamente è caratterizzata da un notevole arricchimento rispetto al tradizionale lessico filosofico-psicologico e riflette l’attuale impostazione multidisciplinare della psicologia, sotto l’influenza in particolare delle neuroscienze.

variabile interveniente

< ingl. intervening variable > In generale, variabile che modula o modifica gli effetti della variabile indipendente sulla variabile dipendente. Questo concetto fu introdotto, nell'ambito delle teorie comportamentistiche S-R, prima da C. L. Hull e poi in modo sistematico da E. C. Tolman, per spiegare la modulazione delle risposte comportamentali (R) che non era riferibile solamente a variazioni degli stimoli (S). Gli esempi potevano essere il concetto di pulsione in C. L. Hull o quello di mappa cognitiva nello stesso Tolman. Successivamente, è stata fatta una distinzione tra variabile interveniente e costrutto ipotetico (K. MacCorquodale e P. E. Meehl, 1948). Il costrutto ipotetico è un'entità che viene ipotizzata dal ricercatore e che guida la sua ricerca (per esempio, il concetto di intelligenza, motivazione o Super-io); non è osservabile direttamente e la sua formulazione teorica non è ristretta ai dati empirici che di volta in volta vengono forniti. La variabile interveniente è una proprietà o un processo che sono relativi al fenomeno indagato e che spiegano le variazioni della variabile dipendente in aggiunta a quanto dipende dalla manipolazione della variabile indipendente (per esempio, in una ricerca sulla sensibilità al contrasto, la variazione della frequenza di scarica di un neurone non varia direttamente e solo in funzione delle due variabili indipendenti frequenza spaziale e livello di contrasto, ma anche in funzione della variabile interveniente rappresentata dal sistema ottico di trasferimento dell'informazione).